BUONGIORNO SIGNORA MASCHERA: VENEZIA IERI OGGI

02 March 2019

di Raffaella Iannece Bonora

Quando diciamo Venezia, qual è la prima cosa che vi viene in mente? Dopo i canali e le gondole sicuramente il Carnevale. Le sue origini sono antichissime, risalgono a quasi mille anni fa quando, nel 1094 il Doge Vitale Falier coniò per la prima volta in assoluto la parola "Carnevale" legandola ad un periodo di giochi e divertimenti vari. Agli esordi, in epoca medievale, il Carnevale veneziano durava ben sei settimane, da Santo Stefano al Mercoledì delle Ceneri. Come in altre parti d'Italia, anche qui la festa fu istituita dalla Serenissima per concedere un periodo di gozzoviglie ai ceti più umili, infatti la mashera faceva da livella fra la plebe e l'aristocrazia, annullando ogni differenza di ceto anzi, il costume garantiva al popolo la libertà di deridere nobili e autorità. La maschera, infatti, annullava le persone trasformando tutti in personaggi, era un grande spettacolo teatrale al quale partecipava tutta la cittadinanza, ognuno perfettamente calato nei panni dell'abito indossato, la partecipazione gioiosa e in incognito a questo rito di travestimento collettivo era, ed è tuttora, l'essenza stessa del Carnevale.  Con l'usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. Presto gli artigiani della città lagunare che si dedicavano alla realizzazione delle famose maschere, divennero fra i più precisi ed originali ben oltre lo stivale, realizzando vere opere d'arte da indossare. Ancora oggi le maschere veneziane sono fra le più sorprendenti al mondo e il loro uso va ben oltre i pochi giorni di Carnevale, c'è chi le usa tutto l'anno e chi decide di esporle in casa, la loro unicità, la mano che le ha realizzate, materiali usati le rendono rare e preziose. Dal XVIII secolo in poi il costume che non ha mai conosciuto tramonto è stato sicuramente quello della Baùta. Una figura sia maschile che femminile, ammantata di nero, con un tricorno scuro e una particolare maschera bianca che permetteva di mangiare e bere senza doverla sfilate. La Baùta è tutt'oggi il travestimento ideale per chi desidera corteggiare, essere corteggiato e divertirsi in totale anonimato. Oltre alla Baùta c'era anche la Gnaga o la Moretta, una maschera muta perchè per reggersi chi la infossava doveva stringere in bottone fra i denti. La differenza con gli altri carnevali della penisola forse è proprio questa, la presenza di un gran numero di maschere autoctone, di costumi studiati nei minimi particolari, di personaggi che, col tempo, sono diventati sinonimo di Venezia. Ma come si srotola il tempo delle burle durante il periodo carnevalesco? A Venezia il Carnevale è sacro, tant'è che tutte le attività passano automaticamente in secondo piano. In passato tutta la città si riempiva di palchi e feste organizzate un po' ovunque, spettacoli teatrali nei cafè, nelle dimore private ma soprattutto a Piazza San Marco, lungo la Riva degli Schiavoni e in tutti i maggiori campi di Venezia. All'epoca vi erano attrazioni di ogni genere: giocolieri, acrobati, musicisti, danzatori, spettacoli con animali e varie altre esibizioni, che intrattenevano un variopinto pubblico, dal XVIII secolo queste pittoresche abitudini diventano celebri in tutto il mondo attirando un numero sempre maggiore di curiosi turisti, è proprio in questo periodo che i gossip veneziani si concentrano sulle avventure di un giovane Casanova. Oggi Venezia non ha dimenticato la sua storia e, girando per le piazze della città, si torna un po' indietro nel tempo. Importante evento storico, ad esempio, era la festa delle Marie, dedicata a dodici povere fanciulle rapite da alcuni pirati mentre si accingevano a festeggiare le loro nozze, offerte dai nobili e dal Doge. In loro onore, da quel giorno in poi, tutti gli anni venivano scelte dodici fra le più belle giovani della città, venivano addobbate con abiti principeschi offerti dalle famiglie patrizie, e fatte sfilare in barca.

Lentamente però, a causa di alcuni cambiamenti non condivisi dal popolo, la sfilata cadde in disuso e ripresa solo nel 1999. Altro evento storico di grande importanza era il Volo Dell'Angelo. Nato dal gioco di un funambolo che, con la sua bravura, lasciò l'intero pubblico a bocca aperta, si decisw di introdurre il numero all'interno del calendario ufficiale, variando di volta in volta gli acrobati fino ad arrivare al famoso volo dell'angelo. L'allegria del Carnevale con le sue risate e le sue maschere però aveva anche un rovescio della medaglia abbastanza importante: l'aumento della criminalità. Baciati dal fato, col volto coperto in mezzo a migliaia di persone in costume e col favore delle tenebre, erano molti i delinquenti che approfittavano di questo periodo dell'anno per compiere le loro malefatte, nonostante anno dopo anno le leggi si facessero sempre più dure. Nel 1797, con la Caduta della Repubblica di Venezia e l'occupazione francese di Napoleone e con quella successiva austriaca, nel centro storico la lunghissima tradizione fu interrotta per timore di ribellioni e disordini da parte della popolazione.  Solo nel 1979, quasi due secoli dopo, la secolare tradizione del Carnevale di Venezia risorse ufficialmente dalle sue ceneri. Nel giro di poche edizioni, grazie anche alla visibilità mediatica riservata all'evento e alla città, il Carnevale di Venezia è tornato a ricalcare con grande successo le orme dell'antica manifestazione. Oggi i giorni più importanti sono il giovedì e il martedì grasso, con un calendario preciso e ben studiato. Le celebrazioni di oggi ricalcano le feste popolari di un tempo, con i vari momenti goliardici nelle diverse piazze, la Festa delle Marie, il Volo dell'Angelo che apre ufficialmente le danze. Quest'anno il Carnevale ha avuto inizio lo scorso 16 febbraio e culminerà il 5 marzo, partendo con la tradizionale festa sull'acqua, i festeggiamenti di Piazza San Marco, rievocazioni storiche, la sfilata dei carri di Marghera e la proclamazione della Maria dell'anno, la miss più bella della sfilata delle Marie. Insomma, dopo aver pagato pegno, il Venezia è ritornata più bella e più affascinante di prima regalando ai turisti uno dei Carnevali più suggestivi del globo. Se desiderate perdervi fra feste in maschera e sentire sotto pelle il brivido della magia allora non potete non recarvi a Venezia!

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