Leone XIV, un Papa di speranza

09 May 2026

L’appello del Papa di qualche giorno fa tocca il cuore, lui compassionevole e giusto ci invita dal santuario di Pompei a non rassegnarci alle immagini di morte, ecco che il Papa ci esorta a non essere cinici, disillusi, disincantati, indifferenti ma pretende da noi che ci sia la speranza, il desiderio ed il sogno che le guerre cessino, che le guerre diminuiscano di numero, che le guerre non si combattano più.

Quelle in corso sono guerre che hanno come obiettivo l’ottenere nuovi territori, l’ottenere nuove ricchezze, l’ottenere maggiore potere, tutti motivi futili che conducono migliaia di persone a morti atroci, mortificazioni, fame e miseria.
Il Papa che pronuncia parole contro la guerra è una luce che rischiara le tenebre perché lui è un punto di riferimento esistenziale e spirituale e tutti noi, soprattutto noi della società occidentale dobbiamo dare maggiore spazio alla spiritualità nella nostra vita, dobbiamo allontanarci dalla via tracciata dal potere ed andare in direzione ostinata e contraria, essere dalla parte dei più deboli, degli indifesi, dei bisognosi.

In questo periodo in cui basta accendere il televisore per essere al corrente delle svariate ingiustizie, indigniamoci ed attiviamoci per aiutare chi necessita di un supporto, cerchiamo di non rimanere indifferenti.
Il genocidio in Palestina che si è consumato sotto i nostri occhi sgomenti e’ una delle tragedie recenti che mi porta a concludere che non impariamo niente dal passato ma noi uomini siamo in grado di ricommettere le stesse atrocità, ecco allora che è il caso di capire che il cambiamento ci potrà essere quando saremo evoluti spiritualmente.
Il mio invito è di non essere succubi del potere, di non essere soggiogati da esso, di non essere depensanti, il pensiero critico, l’umanità e la spiritualità sono indispensabili per giungere ad un reale cambiamento, abbiamo bisogno di tutta la nostra umanità per soccorrere, aiutare, attivarci e prodigarci per chi ne ha bisogno e abbiamo bisogno di tutto il nostro pensiero critico per seguire la retta via.
Le guerre nascono sempre per gli stessi motivi e sempre perché nel cuore dell’uomo vengono a mancare i giusti valori ed ideali: fraternità, uguaglianza, giustizia sociale e libertà.
Non dobbiamo mai smarrire la retta via e la speranza che un nuovo mondo possa sorgere e mi piace concludere con dei versi di Ivano Fossati:

“C'è un tempo bellissimo, tutto sudato
Una stagione ribelle
L'istante in cui scocca l'unica freccia
Che arriva alla volta celeste
E trafigge le stelle
È un giorno che tutta la gente
Si tende la mano
È il medesimo istante per tutti
Che sarà benedetto, io credo
Da molto lontano”
Ecco cosa mi auguro: un giorno in cui tutta la gente si tenda la mano.
Ecco il mio augurio! ‎<Questo messaggio è stato modificato>

di Dalila Mancusi

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