Un amore tra luci e ombre31/10/2019

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Un amore tra luci e ombre31/10/2019

di Gaia Dallera Ferrario

Arte: dalle origini al mito, la trasformazione del Tempo nello Spazio.

AdArte nasce come rubrica dedicata all'arte, classica e contemporanea, così come ai grandi professionisti che, in diversi ambiti, realizzano il proprio impegno a “regola d'arte”.

Proprio in virtù di questo proposito è parsa doverosa un’introduzione al concetto stesso di Arte.

L'etimologia della parola deriva dalla radice ariana ar-, ma anche latina ars- artis.-, che significa andare verso, in senso traslato, adattare, fare, produrre.

In latino ars, corrispondente al greco téchne, indica in primis l’abilità acquisita con lo studio o la pratica, in opposizione a ciò che è naturale: è ars qualunque attività che richieda apprendimento, dal nuoto all’oratoria, dalla culinaria alla scultura.

La prima testimonianza letteraria sulla pratica artistica è contenuta in un testo tratto dalla Naturalis Historia, in cui Plinio il Vecchio racconta:

“…il vasaio Butade Sicionio scoprì per primo l’arte di modellare i ritratti in argilla; ciò avveniva a Corinto ed egli dovette la sua invenzione a sua figlia, innamorata di un giovane.

Poiché quest’ultimo doveva partire per l’estero, essa tratteggiò con una linea l’ombra del suo volto proiettata sul muro dal lume di una lanterna; su quelle linee il padre impresse l’argilla riproducendone il volto; fattolo seccare con il resto del suo vasellame lo mise a cuocere in forno”.

Questo testo fa sicuramente riferimento ad un mito antico, probabilmente tramandato a partire da Erodoto, che trova nelle parole dello scrittore latino la sua prima referenza storiografica.

La parola artista, inesistente nel latino classico, comparve in epoca medioevale, ad indicare docenti e studenti delle “arti liberali”, quelle discipline teoriche degne di un uomo libero, come grammatica, retorica e aritmetica.

Nella letteratura romanza, è Dante il primo a usare la parola artista, nello senso si “colui che produce un artefatto”.

Il mito citato da Plinio fu poi recuperato, a partire dalla seconda metà del XVI secolo, e largamente diffuso durante tutto il 1700, quando si affermò come Il mito dell’origine della pittura.

Fu in questo secolo che si verificò, inoltre, la frattura tra arte e artigianato. Le “belle arti” (poesia, pittura, scultura, architettura e musica) si elevarono al di sopra di quelle “meccaniche” e “utilitaristiche” ponendo le basi per l’idea ottocentesca di arte intesa come creatività ispirata, da contemplare per puro piacere estetico.

Nasce così il concetto moderno di artista.

La magia dell’arte è dunque da sempre si lega al tema del viaggio, già presente nel mito delle origini della pittura, e al suo fedele compagno, quello della morte, unendosi alla necessità della sopravvivenza dettata dall’amore.

Il ricordo, unica forma di sopravvivenza attuabile, trova tutta la sua materialità nello spazio circoscritto tra poche linee, essenza stessa della creatività pittorica. Non poteva chiedere di meglio un’arte tanto nobile quale la pittura, capace di materializzare le più effimere dimensioni dell’intelletto umano: il ricordo, le emozioni e gli ideali.

Un'origine dettata dunque dall'esigenza di unire, in un gesto, in un atto d’amore, la luce e l’ombra, rendendo immortale la vita e trasformando infine la dimensione del Tempo in quella dello Spazio.

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