Il blocco dello scrittore

12 March 2026

Il blocco dello scrittore: la peggior calamità che si possa abbattere su un artista. 

A chiunque si diletti nella scrittura sarà capitato di non avere più una spinta creativa, come se la magia che ci scorre nelle vene quando abbiamo una penna tra le mani in qualche modo si fosse volatilizzata, lasciandoci con dell’inchiostro inutilizzato e una pagina bianca. 

Per nostra fortuna, però, non siamo i soli a dover attraversare questa nebbia nella valle delle parole: anche i grandi scrittori, sia classici che moderni, hanno affrontato qualche intoppo nel loro percorso 

Ad esempio John Steinbeck, celebre autore di “Furore”, il quale nelle lettere scritte all’editore e amico Pascal Covici durante la stesura del romanzo “The east of Eden” (ora pubblicate con il titolo di “journal of a novel”), riportò i suoi pensieri sulla scrittura, sui suoi sensi di colpa e sui dubbi che aveva sul suo talento: una rappresentazione vera e umana di ciò che accade nella mente di un artista. 

Secondo l’autore, il metodo migliore per superare il blocco è semplicemente scrivere un giorno alla volta, senza farsi guidare dall’ispirazione o dalla motivazione. Perchè provarci, mettersi in gioco, è l’unico modo per portare a termine il proprio lavoro.

È quasi una metafora della vita: ciò che conta non è fare le cose in modo perfetto, ma tentare di fare ogni giorno un piccolo passo avanti. 

Anche lo scrittore ceco Franz Kafka, autore de “La Metamorfosi” dovette affrontare questo ostacolo, vedendolo però da una prospettiva quasi opposta: invece di navigare nella difficoltà, ci affogava, vivendola come un vero e proprio tormento. 

Nei suoi diari personali, così come nella sua lettera allo scrittore e amico Albert Ehrenstein, in cui confessò di non riuscire più a scrivere, si comprende la sua sensazione di avere tanto da dire, ma di non riuscire a trovare un modo di metterlo su carta. Tuttavia, nonostante le sue pause, è stato in grado di lasciarci delle opere straordinarie e di dimostrare che spesso il nostro giudizio su noi stessi non è veritiero.

Ciò che hanno in comune, dunque, è la parte più importante di tutte: nonostante i dubbi sulle proprie capacità, nonostante il loro sentirsi inadeguati nel portarsi addosso il titolo di “scrittore”, non hanno rinunciato al loro sogno di, un giorno, sentirlo come proprio.  

di Giulia Gadaleta

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