Rossana Campo e un padre fuori tempo
16 July 2016
di Mariangela Mombelli
“Dove troverete un altro padre come il mio” (Ponte alle Grazie), vincitore del Premio Strega Giovani 2016, è un omaggio di Rossana Campo alla memoria del padre Renato all’indomani della sua scomparsa. E’ un libro pieno di dolore, come è normale per chi perde un padre adorato, ancor di più quando ad andarsene è un padre “impegnativo”: fragile, trasgressivo, ubriacone, piratesco, fuggiasco, aggressivo e dolce, irresponsabile e ottimista, fiero del suo essere “terrone”, mai davvero padre, ma piuttosto eterno figlio. E’ un rapporto di amore e odio che lega Rossana al padre, affascinata e attratta dal suo modo rocambolesco di vivere, dal quale prendere però le distanze quando si attacca alla bottiglia per sfuggire alla sua rabbia impastata di alcool. “La persona che aveva preso a perseguitarci era la stessa che mi aveva fatto ridere, che mi diceva di non preoccuparmi, di fottermene degli stronzi. Era il mio amatissimo, tenero padre. Il nemico e l’essere che avevo sentito mio complice e unico extraterrestre con pensieri simili ai miei erano la stessa persona. Che casino porca miseria, sentire di assomigliare e di voler bene a qualcuno che è stato anche il nostro torturatore”. Di quest’uomo ama l’ansia di ribellione, il desiderio di libertà, l’incapacità di sottostare a regole e comandi (ragione per cui è stato espulso dall’Arma dei Carabinieri), eternamente e ingenuamente in guerra contro ogni forma di ipocrisia, di giudizio morale, di condizionamento sociale. Rossana riconosce che questi tratti salienti del padre, il suo rifiuto ad omologarsi, le appartengono: a differenza della madre e del fratello, è lei l’unica ad averlo compreso, nel senso proprio dell’averlo “preso con sé” e nella scrittura autobiografica, ripercorrendo tutte le contraddizioni del padre, e con esse tutta la sua storia di bambina, riscopre e ritrova se stessa, donna e scrittrice non convenzionale, proprio grazie al fatto di aver avuto un maestro di vita come Renato.”… noi due siamo diversi da tutti, perche abbiamo dentro al cuore lo swing e ci piace vivere così, liberi da tutte le catene, liberi dalle ipocrisie…”. E ancora: “Io sono simile a Renato? Ho beccato la sua eredità genetica? Forse quello che mia madre temeva si è avverato. Siamo come gemelli, io e lui, come fratelli, più che padre e figlia. Cosa significa? Sono un po’ preoccupata per quello che sto scoprendo…”. “Dove troverete un altro padre come il mio” non è un libro sulla fine e nemmeno sull’inizio, è un libro sulla parte di vita che sta tra questi due momenti in cui si costruisce un rapporto tra padre e figlia. Il linguaggio “rozzo” di Rossana Campo trascina, immaginare Reian e Rossanì, negli spezzoni di vita raccontati non è cosa impossibile. Non lo è soprattutto per una come me, anch’io figlia di un padre impegnativo, sempre in bilico tra l’odio e l’amore, tra il desiderio di proteggerlo e quello di lasciarlo a se stesso, spaccata interiormente tra quella parte di me che, per paura di riconoscersi, faceva a pezzettini quella figura di padre difficile e quella che, invece, per un comune sentire era orgogliosa di assomigliarle e la ricomponeva con cura, tessendo quei legami invisibili che, alla sua scomparsa, mi hanno fornito la chiave per comprendere il valore unico del suo stare sempre dalla parte dei perdenti.
(in alto Rossana Campo alla presentazione del suo libro presso la Biblioteca delle Donne di Bologna intervistata dalla direttrice Annamaria Tagliavini
https://vimeo.com/161642187)
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News » LETTERATURA E LIBRI | Saturday 16 July 2016
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