Rieducare il movimento

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Rieducare il movimento

Il Movimento è il risultato dell’interazione tra diversi sitemi del corpo: muscoli, articolazioni e sistema nervoso lavorano insieme per produrre un’azione coordinata.

Purtroppo però il movimento non è sempre giusto o sempre sbagliato, dipende da come lo eseguiamo e da quello che il nostro corpo è in grado di gestire in quel momento. Nel corso della mia vita professionale è ricorrente questa situazione: persone che evitano alcuni movimenti perchè hanno paura di sbagliare, e altre che li eseguono senza rendersi conto del modo in cui lo fanno. La realtà è che il corpo non ragiona in “giusto” o “sbagliato”, ma in termini di adattamento.

SENZA MOBILITA’, NON C’E’MOVIMENTO

Quando si parla di mobilità, però nasce molta confusione perchè spesso viene associata all'idea di essere più sciolti, come se bastasse allungarsi di più.

La mobilità non è questo, ma la capacità di muoversi in modo controllato, efficace e senza dolore. Non significa solo arrivare più lontano, ma saper gestire quel movimento. Un errore molto comune è lavorare sull'allungamento senza controllo, ma avere più elasticità non garantisce un movimento migliore, anzi in molti casi succede il contrario: si riesce ad arrivare in una posizione, ma senza stabilità e controllo e questo può portare a fastidi o dolore.

Mi capita spesso di avere nel mio studio ragazzini con problemi muscolo-scheletrici causati dalla rigidità articolare. Purtroppo nel tempo si è persa tra i bambini l'abitudine di giocare, di correre nelle strade, di creare quella mobilità naturale necessaria per avere una buona struttura scheletrica in futuro.

SPORT IN EQUILIBRIO

Il movimento quindi è la capacità fondamentale del corpo umano di spostarsi e interagire con l’ambiente, e la mobilità è la qualità e l’ampiezza con cui questi movimenti vengono eseguiti, ora ènecessario distinguere un terzo livello: lo sport.

Lo sport non coincide con il semplice muoversi. E’ una forma strutturata di movimento, spesso finalizzata alla performance, al risultato oppure al confronto. Questo implica ripetizione, intensità e, in molti casi, specializzazione. Ed è proprio qui che emerge una criticità: mentre il movimento naturale e una buona mobilità tendono a favorire l’equilibrio e il benessere del corpo, lo sport può portare a enfatizzare alcuni schemi motori a discapito di altri, creando squilibri, sovraccarichi e nel tempo, problemi fisici.

L’orientamento corretto è inserire nel proprio stile di vita esercizi preventivi e compensativi che si tratti di sportivi o persone che non praticano sport perché riducono il rischio di infortuni.

di Roberto Dall'Acqua e Annalisa Eutizi

Foto e video liberi da copyright

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