Mammadimerda, non è un insulto
21 January 2025
Mammadimerda è la pagina fondata da Francesca Fiore e Sarah Malnerich con l'intento di raccontare, con piglio ironico e spensierato, le difficoltà dell'essere genitori. Nel 2024 sono state proprio le due “mamme di merda” a scrivere la postfazione all'ultima ristampa di un saggio fondamentale per il loro percorso come scrittrici, mamme e donne. La pubblicazione de L'amore in più risale al 1980 e l'autrice è Élisabeth Badinter, filosofa e femminista francese. «É un saggio storico: parte dai dati e indaga, da più punti di vista, quello che una donna è, oltre a essere madre» spiega Francesca Fiore.
Badinter ci parla in maniera chiara e sempre attuale: quello di buona madre è un concetto culturale. «Siamo di fronte al racconto precisissimo di cosa abbia significato essere madre nella città di Parigi, ma anche nelle periferie, dal Seicento fino agli anni Ottanta del Novecento» aggiunge Malnerich. Può stupire, ma fino alla Rivoluzione industriale, buona madre era colei che non si occupava dei propri figli. I neonati venivano subito affidati a una balia e la mortalità, da zero a cinque anni, era altissima. Nel Seicento le donne non erano legate alla maternità. Quelle appartenenti alla nobiltà facevano vita mondana, uscivano di casa. Il cambiamento è stato imposto dall'alto, per necessità. «Attraverso una vera e propria campagna di marketing, i bambini hanno iniziato a essere considerati cittadini in miniatura, utili per la società. L'obiettivo, in breve tempo, è quindi diventato il non farli morire» spiegano Fiore e Malnerich. «Il ruolo della balia non funzionava più e così, la figura della madre ha acquistato nuova importanza arrivando fino a oggi».
Storia dell'amore materno è il sottotitolo del lavoro di Badinter. Una storia che cambia e si determina in base ai bisogni della società, fino al punto in cui la donna si fossilizza come soggetto relativo che sussiste solo in rapporto a marito e figli. A un certo punto i femminologi (così Badinter si riferisce agli uomini che cita nel suo libro, tra cui Molière, Rousseau e Freud) decidono di riportarle tra le mura domestiche. Stima e rispetto per chi allattava e madri come uniche responsabili della felicità dei propri figli. Non doveva esserci più traccia della cattiva madre, di colei cioè che aveva dentro di sé il desiderio di evadere e vivere ascoltando il proprio volere. Per questo, secondo le fondatrici di Mammadimerda, quella che Élisabeth Badinter racconta, è anche una storia di desiderio. Un viaggio quello nella maternità, oggi come in passato, mosso da una domanda: l'essere madre è un istinto naturale? Badinter si interroga, studia, indaga e risponde: è un sentimento non universale, non innato.
di Michela Gallo
Foto https://www.instagram.com/mammadimerda?igsh=bzkxbWU5YmM5MmQ5
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