Emma Chiaia, non perderti per amore
02 July 2026
Se il matrimonio fosse un farmaco, sul foglietto illustrativo della salute mentale maschile e femminile troveremmo due avvertenze diametralmente opposte. Per gli uomini è un fattore protettivo contro la depressione; per le donne, un fattore di rischio. Non è una provocazione, ma il dato crudo da cui parte la riflessione di Emma, counselor, guida e saggia esploratrice dell'animo umano, intervistata sul delicato confine tra il darsi all'altro e il darsi per vinte.
Il tema è tanto antico quanto bruciante: restare sani nelle relazioni senza perdersi. Una sfida che troppe donne combattono in un silenzio grigio, fatto di piccole rinunce quotidiane che, sommate, finiscono per sgretolare l’identità.
"La maggior parte delle volte succede nel silenzio", spiega Emma. "Non ci si accorge che ci si sta perdendo. Arriva solo una sofferenza, un senso di grigio, una mancanza di energia e di fiducia".
Il prezzo del "compromesso": la trappola della brava bambina
Il viaggio verso l'annullamento comincia quasi sempre con una frase apparentemente innocua: «Volevo andare al mare, ma tu preferisci la montagna? Va bene, andiamo in montagna, che importanza ha?». Ha importanza. Perché una rinuncia dopo l’altra, la disconnessione da se stesse diventa totale.
Emma, che da quarant’anni si occupa di dinamiche relazionali (i primi venti da giornalista e i successivi venti da guida e counselor), sa bene di cosa parla. Ne parla per studio, ma anche per esperienza personale: «Da giovane ho vissuto una bellissima forma di dipendenza affettiva. Ringrazio Dio di esserne uscita».
Oggi, quella consapevolezza è diventata un metodo pratico e un ritiro trasformativo per donne. Un luogo magico dove, dopo mezz'ora, sconosciute totali si ritrovano a piangere e ridere insieme, scoprendo di avere nel cuore la stessa identica domanda: «Perché non sono amata come desidero?»
La risposta, secondo l'esperta, non risiede nella colpa del partner, ma in un cortocircuito interiore: molti non sanno di meritare di essere trattati bene. Credono che l’amore vada guadagnato, performato, comprato a suon di sacrifici.
Dire di no come atto d'amore (anche per l'altro)
Uno dei più grandi malintesi della nostra cultura è che mettere dei confini sia un atto di egoismo o di freddezza. Emma ribalta completamente questa prospettiva: imparare a dire di no è un regalo che facciamo a noi stesse, ma anche all'altro.
«L'essere umano va verso ciò che è comodo», punge con ironia e candore. «Se diciamo a un uomo: "Prego, approfittane!", a meno che non sia un santo, ne approfitterà. Ma sotto sotto, un uomo che ha accanto una donna "zerbino" non sarà mai davvero felice con se stesso». Il paragone, d'altronde, calza perfettamente con l'educazione dei figli: un ragazzo senza limiti non è un ragazzo felice; la regola e il contenimento generano serenità.
Per dimostrarlo, Emma cita il caso reale di una sua cliente il cui marito, dopo il percorso di crescita della moglie, le ha confessato: «Sai cosa mi piace di più di te adesso? Che ti fai rispettare rispetto a quando eri tutta uno zerbino».

Il "tetto di cristallo" della felicità e la Via della Regina
Ma come si fa, concretamente, ad amarsi di più? Non basta ripetersi tre volte al giorno davanti allo specchio un mantra motivazionale. Il metodo proposto è un percorso emotivo e fisico che culmina in un rituale quasi teatrale, potente e simbolico: la Via della Regina.
Durante il workshop, sul pavimento vengono posizionati cartelli colorati che rappresentano i vari ruoli che recitiamo fin da piccole: la brava bambina, la ribelle, la vittima. Le partecipanti ci camminano sopra, rivivendo emotivamente i momenti in cui quei ruoli sono nati. Al centro della stanza, però, c'è l'ultimo cartello: quello della Regina. L'anno scorso, Emma ha coronato il percorso distribuendo corone vere da mettere in testa alle sue "regine ritrovate".
I risultati? Radicali. Qualcuno le dice persino: «Hai creato un mostro!», perché quelle donne ricominciano finalmente a vivere la vita che vogliono davvero, rompendo quel "tetto di cristallo" che le costringeva ad accontentarsi delle briciole.

I due grandi errori sull'amore e il potere della rabbia
L'intervista scava poi nei malintesi che ci portiamo dietro fin dall'infanzia. Il primo è l'idea di dover "meritare" l'amore tramite la generosità forzata, una maschera che distrugge l'autenticità. Il secondo è la paura del conflitto:
"Pensiamo che o si ama, o ci si arrabbia. Al contrario: possiamo amare davvero solo le persone con cui possiamo arrabbiarci. La rabbia non è la sceneggiata napoletana; è un'energia profonda e vitale che ha un messaggio. Se la reprimiamo sotto il tappeto, distruggiamo la relazione".
Se da bambini non siamo stati amati, l'equazione inconscia diventa tragica: «Se non sono stato amato, significa che non sono amabile». Da quel momento in poi, si tende a rincorrere chi ci rifiuta e a squalificare chi ci ama. Per uscire da questa prigione, dice Emma, bisogna prima fare un atto di profonda clemenza verso se stessi: convincersi di essere innocenti.
L'istantanea del cambiamento: rimettersi al centro dell'universo
Se avesse solo trenta secondi per parlare a una donna che si mette sempre all'ultimo posto, Emma non avrebbe dubbi:
"La vita non funziona per come tratti gli altri; la vita funziona per come tratti te stessa. Se vuoi l'amore, parti da te. Nelle altre vie, perdi".
L'intervista si chiude con un'immagine potentissima, quasi astronomica, che descrive il momento in cui una persona ritrova finalmente se stessa. Spesso le donne vivono gravitando ai margini della galassia, lasciando il partner al centro del proprio universo. Il miracolo della rinascita avviene quando questa orbita si inverte: quando la donna si riprende il centro del proprio sistema solare, permettendo all'altro di orbitare armoniosamente intorno a lei.
Nessuna rinuncia, nessun sacrificio tossico. Solo due reati che brillano di luce propria, finalmente padroni del proprio spazio.
Autostima Affettiva | Relazioni Sane e Felici in Amore
di Giorgia Pellegrini
Foto e video liberi da copyright https://youtu.be/jXoWHBiyRi4?si=yYeWSYLPgEUPLkx0
© RIPRODUZIONE RISERVATA copyright www.ilgiornaledelricordo.it
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