Modì, pittore senza mode1884-1920

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Modì, pittore senza mode1884-1920

di Vittorio Esperia

Amedeo Clemente Modigliani, noto anche come Modì e Dedo, (Livorno, 12 luglio 1884 – Parigi, 24 gennaio 1920), fu pittore e scultore apprezzato per i suoi ritratti femminili di volti stilizzati e colli affusolati. Morì, vinto dalla tubercolosi, all'età di trentacinque anni. È sepolto nel cimitero parigino del Père Lachaise. Modigliani nasce a Livorno il 12 luglio del 1884 da una famiglia ebraica, ultimo di quattro figli (i fratelli erano Giuseppe Emanuele, Margherita e Umberto) di Flaminio Modigliani, livornese discendente da una famiglia originaria di Roma, e di Eugénie Garsin, francese originaria di Marsiglia. La famiglia - quando nacque - stava vivendo un grave dissesto economico poiché l'impresa del padre, alcune società agricole e minerarie in Sardegna, era in bancarotta. Anche la situazione finanziaria dei Garsin non era florida. Lo spirito di iniziativa della madre impedisce il tracollo economico della famiglia con i guadagni della scuola materna ed elementare da lei fondata, delle lezioni private e dell'attività di traduttrice e critica letteraria. Curò, personalmente, l'istruzione dei figli e in particolare di Amedeo che, essendo quello più fragile (tifo tiroideo e tubercolosi), era forse il suo preferito. La famiglia di Modigliani soffriva di una storia di depressione, che colpì anche lui e alcuni dei suoi fratelli, che condivisero la sua stessa natura testarda e indipendente. Costretto spesso in casa per via della salute malferma - più volte malato di polmonite, che infine si convertirà in tubercolosi - Modigliani sin da piccolo mostrò una grande passione per il disegno, con pagine e pagine di schizzi e ritratti tra lo stupore dei parenti che non gli concessero la possibilità di iscriversi a qualche corso adatto al suo livello. Dopo un violento attacco della malattia, riuscì a strappare alla madre la promessa di poter andare a lavorare nello studio di Guglielmo Micheli, uno dei migliori allievi del noto Giovanni Fattori e uno dei pittori più in vista di Livorno, da cui apprenderà le prime nozioni pittoriche, e dove conoscerà, nel 1898, lo stesso Fattori. Modigliani sarà così influenzato dal movimento dei Macchiaioli, in particolare dal Fattori stesso e da Silvestro Lega. Nel 1902 Amedeo Modigliani frequenta la "Scuola libera di Nudo" di Firenze e, l'anno dopo, si sposta a Venezia, dove s'iscrive all'Istituto per le Belle Arti di Venezia. Il pittore, nel 1906, si trasferì a Parigi, che all'epoca era snodo principale dell'avanguardia. Sistematosi al Bateau-Lavoir, una comune per artisti squattrinati di Montmartre, fu ben presto occupato dalla pittura, inizialmente influenzato dal lavoro di Henri de Toulouse-Lautrec, finché Paul Cézanne cambiò le sue idee. Modigliani sviluppa uno stile unico, un originale genio creativo, che era coevo del movimento artistico dei cubisti, ma di cui non fece mai parte. L'artista è famoso per il suo lavoro rapido: si dice che completasse un ritratto in una o due sedute. Una volta terminati, non ritoccava mai i suoi dipinti. Eppure, tutti coloro che avevano posato per lui dissero che essere ritratti da Modigliani era come "farsi spogliare l'anima". Modigliani si era, all'inizio, visto come scultore più che come pittore e iniziò a scolpire seriamente dopo che Paul Guillaume - un giovane e ambizioso mercante d'arte - s'interessò al suo lavoro sulla scultura nera, presentandolo a Constantin Brâncu e poco dopo a Picasso. Evidenti nella sua vena artistica occhi a mandorla, bocche increspate, nasi storti e colli allungati. A causa delle polveri generate dalla scultura, la sua tubercolosi peggiorava; abbandonò quindi la scultura, prima quella della pietra calcarea e poi anche quella del legno, e si concentrò unicamente sulla pittura. Tra le personalità ritratte da Modigliani si nominano il pittore Chaïm Soutine, suo amico e anche lui forte bevitore, Beatrice Hastings, una scrittrice e giornalista inglese alla quale rimase legato sentimentalmente per due anni, e molti colleghi artisti che frequentavano in quel tempo Montparnasse, come Moïse Kisling, Pablo Picasso, Diego Rivera, Juan Gris, Max Jacob, Maurice Utrillo; e i giovani scrittori Blaise Cendrars e Jean Cocteau. Dalle "teste", Modigliani passò a ritratti con la figura completa svolta a spirale e ai nudi disegnati con una linea ondulata, che costituiscono le sue opere più tipiche. Il 3 dicembre 1917 si tenne alla Gallerie Berthe Weil la prima mostra personale di Modigliani. Il capo della polizia di Parigi, scandalizzato per l'immoralità dei nudi di Modigliani in vetrina, lo costrinse a chiudere la mostra a poche ore dalla sua apertura. La sua pittura era diversa da tutto ciò che si faceva allora, ovvero un "ritorno all'ordine". Qualcosa di comune egli aveva con i due pittori russi Pascin e Soutine, anche per l'adesione tonale che, con la ricerca di una materia sempre più vellutata, segna l'opera degli ultimi anni del pittore. In quello stesso anno, Modigliani riceve una lettera da una ex-amante, Simone Thiroux, una ragazza franco-canadese, che lo informò di essere di ritorno in Canada e di aver dato alla luce un figlio, avuto da lui. Modigliani non riconobbe mai il bambino come suo, mentre trovò il vero amore, in Jeanne Hébuterne, una pittrice in erba, con la quale si trasferì in Provenza, dopo che lei era rimasta incinta: il 29 novembre 1918 ella diede alla luce una bambina, che venne anch'essa battezzata Jeanne. Mentre era a Nizza, Léopold Zborowski si prodigò per aiutare lui, Tsuguharu Foujita e altri artisti, cercando di vendere i loro lavori ai ricchi turisti. Modigliani riuscì a vendere solo qualche quadro e per pochi franchi ciascuno. Sicchè fu proprio questo il periodo in cui egli produsse la gran parte dei dipinti, che sarebbero diventati i suoi più popolari e di maggior valore. I finanziamenti che Modigliani riceveva svanivano rapidamente in droghe e alcool. Il rapporto di Modigliani con droghe, alcool e altri eccessi è, spesso, amplificato da antichi pregiudizi ormai difficili da rimuovere. Modigliani non era il solo, in un ambiente come Montparnasse, a cavallo della prima guerra mondiale, a fare uso di alcool e hashish; anzi, si può dire che quelle tendenze erano comuni ai più, quello che colpiva, negli eccessi di Modigliani era la loro platealità al punto da fare esclamare a Picasso un giorno: "Si direbbe che Modigliani non possa prendere una sbornia che al crocicchio di Montparnasse", dove era amato da tutti. Nel maggio del 1919 fece ritorno a Parigi dove, assieme a Jeanne e alla loro figlia, affittò un appartamento in Rue de la Grande Chaumière. Ben presto il suo stile di vita era giunto a richiedere il conto, e la salute si stava deteriorando; la tubercolosi vinceva su Modigliani all'Hôpital de la Charité.
« Un bel dopopranzo nel principio di autunno (1919) sedevo con mia moglie alla terrazza della Closerie des Lilas quando al largo di quel carrefour, e diretto verso il boulevard Montparnasse, vedemmo passare Modigliani. Lo chiamai e venne subito da noi, ma non volle sedersi perché aveva un appuntamento lì vicino. Ci scambiammo le ultime notizie personali e io mi rallegrai molto con lui dell'aria di prosperità e di salute che aveva. Era vestito di un completo di velluto grigio chiaro a righe, quasi nuovo; aveva un bellissimo foulard al collo, e si era fatto rimettere due denti incisivi che gli mancavano. «Si vede che sei sposato» gli dissi «e che Noix de coco[3] non ti lascia andare trasandato: sei contento?»; «Je suis très heureux [sono molto contento]» mi disse serio serio «e anche gli affari vanno». Ci stringemmo la mano, partì. Fu l'ultimo nostro incontro. »
(Gino Severini, Vita di un pittore).
Una mattina del gennaio 1920 l'inquilino del piano sottostante controllò l'abitazione e trovò Modigliani delirante nel letto, attorniato da numerose scatolette di sardine aperte e bottiglie vuote, mentre si aggrappava a Jeanne, che era quasi al nono mese della seconda gravidanza. Venne convocato un dottore, ma c'era ormai poco da fare, poiché Modigliani era in preda a una meningite tubercolotica. Ricoverato all'Hôpital de la Charité, in preda al delirio e circondato dagli amici più stretti e dalla straziata Jeanne, morì all'alba del 24 gennaio 1920. Alla morte di Modigliani ci fu un grande funerale, cui parteciparono tutti i membri delle comunità artistiche di Montmartre e Montparnasse. André Salmon, amico di Modigliani comunicò la notizia della morte ad André Warnod tramite una lettera:

« Mio caro Warnod,
voglia annunciare la morte del nostro povero amico, il pittore Amedeo Modigliani di cui conosce l'opera. È morto ieri all'ospedale Charité, a trentacinque anni, gli faremo dei bellissimi funerali.
Ci si riunirà questo martedì, 27 gennaio, alle 14,30 al Charité. Inumazione al Père-Lachaise. Era fratello di Modigliani, il deputato socialista italiano.
Grazie e mi stia bene. »
(André Salmon)
Jeanne Hébuterne, che era stata portata nella casa dei suoi genitori ed era incinta del secondo figlio, all'indomani della morte di Amedeo si gettò da una finestra al quinto piano. Modigliani venne sepolto nel cimitero del Père-Lachaise nel primo pomeriggio del 27 gennaio. Jeanne Hébuterne fu tumulata il giorno dopo al cimitero parigino di Bagneux, vicino a Parigi, e fu solo nel 1930 che la sua amareggiata famiglia (che l'aveva fatta seppellire furtivamente per evitare ulteriori "scandali") concesse che le sue spoglie venissero messe a riposare accanto a quelle di Modigliani. Su Le Figaro André Warnod scrisse: «Furono magnifiche esequie, a cui presenziarono Montparnasse e Montmartre: pittori, scultori, poeti e modelli. Il loro straordinario corteo scortava il carro funebre coperto di fiori. Al suo passaggio, a tutti gli incroci, gli agenti della polizia si mettevano sull'attenti e facevano il saluto militare. Modigliani salutato proprio da coloro che l'avevano tanto spesso ingiuriato! Che rivincita!»[4]. Mentre Lunia Czechowska, con la quale Modigliani aveva avuto un rapporto in passato scrisse di lui: «Il pomeriggio andai a trovare un'amica svedese che sapeva dell'amicizia che mi legava a Modigliani e fu lei ad informarmi della sua morte. Il miei amici non mi avevano avvertita immediatamente e non avevano più avuto il coraggio di farlo dopo. Così venni a sapere che Jeanne era stata così sgomentata dalla morte di Modigliani, che si era gettata dal quinto piano. Né sua figlia, né il piccolo che aspettava avevano potuto darle la forza di vivere. L'ultima dimora di Modigliani fu assicurata da Kisling, amico leale e fedele; Jeanne Léger fece di tutto perché Jeanne Hébuterne riposasse accanto a colui che amava». Fu Moïse Kisling, il quale aveva raccolto una colletta tra amici, artisti e modelle, a saldare la fattura di 1340 franchi per le "esequie e trasporti funebri". La loro figlia di soli 20 mesi, Jeanne Modigliani, venne affidata, in seguito alla morte dei genitori, alla nonna paterna Eugènie Garsin, che continuava a vivere a Livorno. Nel gennaio del 2011 su L'Osservatore Romano, in un articolo di Sandro Barbagallo, è emersa la vera storia del figlio illegittimo del pittore avuto dalla relazione con Simone Thiroux. Nato nel 1917 e morto nel 2004, si chiamava Gerald Thiroux Villette, divenne sacerdote e per tutta la vita è stato parroco della piccola chiesa di Milly-la-Forêt (Île-de-France). La concezione della sua pittura basata sul disegno lineare, la purezza arcaica della sua scultura e la vita romantica e tribolata di miseria e malanni fanno di Modigliani una personalità eccezionale nel quadro dell'arte moderna, isolata dalle correnti del gusto contemporaneo (cubismo, futurismo, dadaismo e surrealismo) pur lavorando nel loro stesso periodo. Modigliani, oggi. è universalmente considerato come uno dei più grandi artisti del XX secolo e le sue opere sono esposte nei più grandi musei del mondo. I proprietari delle sue sculture è difficile che le vendano, e i pochi dipinti che vengono venduti dai proprietari possono raccogliere anche più di 15 milioni di Euro. Il 14 giugno del 2010 viene venduta all'asta a Parigi da Christie's una delle sue sculture, Tete de Caryatide, per la cifra record di 43,18 milioni di euro, mentre per quanto riguarda le tele il suo record personale è stato battuto il 2 novembre 2010 a New York da Sotheby's con il nudo La Belle Romaine per la cifra record di 68,96 milioni di dollari (compresi diritti d'asta). Una "testa" del grande autore livornese è stata venduta all'asta il 4 novembre 2014 presso Sotheby's a New York per la cifra record di 70,725 milioni di dollari. Il 9 novembre 2015, Nu couché è stato battuto all'asta da Christie's a New York e dopo nove minuti e mezzo di gara a colpi di rilanci milionari è stato acquistato per 170,405 milioni di dollari.

Livorno, 12 luglio 1884 – Parigi 24 gennaio 1920

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