L’arte di essere fragili
06 September 2026
Nel 2016, ben dieci anni fa, fu pubblicato un libro che ci schiude le porte di felicità, bellezza ed infinito, un libro scritto dal docente, scrittore e sceneggiatore Alessandro D’Avenia, intitolato “L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita".
Sono trascorsi lunghi dieci anni eppure questo libro è ricco di interrogativi e domande che il genere umano continua a porsi, e Leopardi appare interessante più che mai, un vero e proprio punto di riferimento esistenziale e spirituale al quale appigliarsi in ogni momento e fase della vita.
“L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita" è un libro che ripete spesso la medesima parola: rapimento. Cosa vuole dirci il professore Alessandro D’Avenia?
D’Avenia si rivolge ai giovani e li invita a non essere annoiati, cinici, disincantati e disillusi ma a coltivare le proprie passioni, ad intercettare le proprie inclinazioni ed attitudini, li invita a sperare, a sognare, ad illudersi e lo fa spiegando i versi di Leopardi.
Chi non vorrebbe un docente così?
D’Avenia parla con i giovani, dialoga con loro, riceve lettere dai giovani, ne coglie i disagi e le frustrazioni ed ecco un libro che si offre come una bussola per sentirsi meno smarriti, meno disorientati ma soprattutto meno soli.
Nel libro veniamo a conoscenza che Leopardi entrò subito nella vita e nella cameretta dell’autore, sin da giovanissimo D’Avenia ha visto nei versi di Leopardi un’ancora di salvezza.
Ecco che capiamo che le poesie di Leopardi hanno un potere benefico se non addirittura salvifico, non è forse tutta l’arte la più potente medicina per l’anima?
Oggi, in Italia, ci dicono le statistiche, pochi si recano in libreria, pochi leggono e dato ancora più allarmante pochissimi leggono raccolte poetiche.
La poesia che salva la vita e salva il mondo, oggi è accantonata, ecco perché credo che D’Avenia abbia pubblicato un libro prezioso all’interno del quale trovare la chiave per la felicità.
Riscopriamo l’importanza della poesia e lasciamola entrare nelle nostre vite, sarà fonte di insperata rigenerazione, sarà il disinfettante che lenirà le nostre ferite, sarà il salvagente al quale aggrapparsi quando stiamo annegando, sarà il rimedio, l’antidoto al male, al mal di vivere, ai malesseri e disagi diffusi e alle brutture.
Ringrazio D’Avenia per aver ricordato a questo mondo prosaico che solo l’arte, la bellezza e la poesia possono salvarlo e salvare tutti noi.
di Dalila Mancusi
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