Crans-Montana tra lutto e giustizia

09 January 2026

Una strage che conta 40 morti e 116 feriti, un arresto che diventa simbolo di giustizia e un lutto nazionale che travalica i confini. La Svizzera si stringe in un dolore collettivo che lascia un segno profondo nella memoria del Paese.

Oggi, venerdì 9 gennaio, la Svizzera ha proclamato lutto nazionale per le vittime dell’incendio che ha avuto luogo a Crans-Montana durante la notte di Capodanno. Un rogo che ha spento tante, troppe vite, tra cui quelle di minorenni e giovanissimi. 

Alle 14.00 l’intero Paese si è fermato per un minuto di silenzio, accompagnato dalle campane che hanno risuonato in tutto il territorio. A Berna sono stati interrotti i trasporti pubblici, le Ferrovie Federali Svizzere hanno alzato bandiere a mezz’asta nelle stazioni e Skyguide, responsabile del controllo dell’intero spazio aereo svizzero, alla stessa ora ha vietato tutti i decolli dagli aeroporti.

A Martigny si è svolta una cerimonia di commemorazione alla quale hanno partecipato anche i Presidenti della Repubblica di Italia e Francia, Mattarella e Macron. Un corteo composto e raccolto ha attraversato il silenzio, rotto soltanto dal suono lieve di un pianoforte, per rendere omaggio alle vittime di Crans-Montana. Alla fine della commemorazione ufficiale ogni partecipante ha deposto una rosa bianca sui memoriali dedicati alle giovani vite spezzate, trasformando il gesto in un ultimo, condiviso saluto.

La Svizzera è diventata una famiglia in lutto per quanto accaduto” ha dichiarato il Presidente della Confederazione Svizzera Guy Parmelin durante la cerimonia “il nostro Paese china il capo in segno di rispetto per la memoria di coloro che non sono più con noi e si schiera a fianco di coloro che affrontano un lungo cammino di guarigione”.

Mentre da una parte lacrime e dolore caratterizzano gli animi del popolo svizzero, dall’altra la Procura del Canton Vallese procede con l’arresto “per potenziale rischio di fuga” di Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation, in cui è avvenuto l’incendio, e accusato di omicidio, lesioni e incendio colposi. I controlli sulle normative antincendio infatti sono stati eseguiti tre volte in dieci anni, quando la legge prevede che si facciano verifiche annuali.

La moglie, Jessica Moretti, titolare del locale insieme al marito, è stata rilasciata e ha chiesto scusa per l’accaduto di Capodanno: “È una tragedia inimmaginabile – ha affermato la donna – non avremmo mai potuto immaginare una cosa del genere. È successo nel nostro locale e voglio scusarmi”.

L’incendio di Crans-Montana ha messo a nudo le tragiche, mortali conseguenze della negligenza: giovani vite spezzate per norme di sicurezza non rispettate e anzi del tutto ignorate. Una tragedia che lascia dietro di sé una ferita profonda: non sono solo numeri, ma ragazzi e ragazze, con sogni, speranze e un futuro davanti a sé. Il Paese piange, ma fa anche giustizia, affinché la memoria di chi non c’è più diventi monito, perché tragedie simili non abbiano più a ripetersi.

di Alessia Folli

Foto e video tratti da @cransmontana @rsiinfo

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