UNA RISPOSTA LUNGA UNA VITA
25 November 2017
di Eleonora Boccuni
L'empatia è una caratteristica che, talvolta, contraddistingue i più piccini. Sentirsi affini con ciò che ti circonda, precludendo l'esistenza di un mondo parallelo è tipico dell'ingenuità infantile che, al contempo, riesce a captare l'energia positiva con la quale, talvolta, si viene in contatto. Rammento ciò che mi accadde quando ero più piccina. Per quanto possa apparire insolito e/o timoroso, quel gesto e quello che ho vissuto si sono, poi, rivelati frutto di una bellissima esperienza e di un messaggio d'amore del quale, oggi, mio figlio ne è divenuto portatore. Si offuscano le luci, il crepuscolo adombrava le abitazioni e la notte giungeva per porre fine a un'intensa giornata. Arrivava, dunque, il momento di chiudere le palpebre e dare vita ai sogni e, per una piccina, questo significava dare maggiorente spazio alla propria immaginazione. Mentre, cercavo di cullarmi tra le braccia di Morfeo, sul mio volto sentivo, leggera come una piuma, una dolce carezza che mi donava protezione e amore. Quella carezza non mi incuteva timore, anzi, mi riscaldava il cuore, sebbene io non sapessi da dove provenisse. Puntuale come un orologio svizzero, quell'amorevole gesto, mi accompagnò per gran parte della mia infanzia, fino a quando, arrivata a una certa età iniziai a comprendere alcune sfaccettature che, ancora oggi, fanno parte del mistero e, alle quali, bisogna crederci veramente se si vuole ottenere una risposta concreta e, io, con tutta onestà, quella risposta l'ho ottenuta. Quella carezza proveniva dalla mano di un uomo; un uomo che, purtroppo, io non ebbi mai avuto la fortuna di conoscere, poiché scomparso prima ancora che io nascessi. Un uomo che amava i bambini e che aveva un legame particolare con la mia famiglia, poiché anche lui ne faceva parte. La presenza del parente summenzionato, mi ha donato una risposta che porta il nome della gioia più grande che si possa avere nella vita: un figlio. Mio figlio nato il giorno in cui questo parente morì (ovviamente, in anni differenti) mi fece comprendere quanto l'amore sia grande, anche quando la nostra anima non è più terrena e, nonostante tutto, chi ama davvero non ti abbandona mai e, per una serie di circostanze, taluni gesti non potranno ai rimanere un enigma da decifrare, perché le risposte arrivano nel momento in cui meno te le aspetti (come accadutomi). E sarà quella mano che porto dentro i miei ricordi, in maniera indelebile e che, ora, rivedo negli occhi di mio figlio, oltre all'amore e alla gioia di vivere (tipica dei bambini).
© RIPRODUZIONE RISERVATA copyright www.ilgiornaledelricordo.it
News » LUOGHI DELLA MEMORIA | Saturday 25 November 2017
Ultimi diari
- PPP, l’intellettuale proletario 23/11/2025 | Incontri con gli autori
- Andare ai Mondiali è oggi più arduo di ieri 15/10/2025 | I ricordi del calcio di una volta di Giovanni Curatola
- Triplice confine con falce e martello. Dimenticanza? 07/10/2025 | Viaggi del cuore
- Dove Lituania, Lettonia e Bielorussia si incontrano 05/10/2025 | Viaggi del cuore
- Introversi o estroversi? Non otroversi? 27/09/2025 | Tutto bene? di Laura Leone
- 28 giugno 1940: l'accidentale morte di Italo Balbo 28/06/2025 | La Storia racconta di Giovanni Curatola
Notizie in evidenza
- Il nuovo lusso? Sapere cosa indossi 29/11/2025 | DIBATTITI E OPINIONI
- "Marco Massa", il disco che racconta un uomo intero 28/11/2025 | INTERVISTE
- Festa della Cicerchia, legumi e tradizione 27/11/2025 | GEOGRAFIA DI VIAGGIO
- Marcello Sutera lancia il "NEW ME TOUR" 26/11/2025 | APPUNTAMENTI TRA LE NOTE
- Vanity Fair Stories 2025 25/11/2025 | FESTIVAL
- “Se domani non torno”, Giulia Cecchettin al cinema 24/11/2025 | CRONACA



