Maturità, in giro per il mondo
17 June 2026
C'è chi affronta la maturità con una bottiglietta d'acqua e qualche incitamento dei genitori. E poi c'è chi la affronta con droni che sorvolano le scuole, controlli biometrici e un'intera città costretta al silenzio.
Se pensate che l'ansia per la commissione esterna sia il massimo dello stress che uno studente possa sopportare, forse è il caso di fare un viaggio intorno al mondo. Perché l'esame che segna la fine della scuola superiore cambia nome, forma e tradizioni, ma ovunque conserva lo stesso significato: è il momento in cui si chiude una porta e se ne apre un'altra.
Dove un esame può fermare una nazione
In Cina il Gaokao non è semplicemente un test. È un evento nazionale capace di paralizzare metropoli da milioni di abitanti. Nei giorni delle prove il traffico viene deviato, i cantieri sospesi, le forze dell'ordine presidiano le scuole e le ambulanze attendono fuori dai cancelli.
Per milioni di ragazzi, infatti, quel punteggio rappresenta il passaporto per il futuro. Non conta il percorso degli anni precedenti: tutto si gioca in poche ore. Un solo esame può decidere l'accesso alle università migliori e, spesso, influenzare il destino professionale di un'intera vita. Ma se il Gaokao impressiona, la Corea del Sud riesce addirittura a superarlo.
Durante il Suneung, l'esame di ammissione universitaria più importante del Paese, la vita quotidiana si piega alle esigenze degli studenti. Gli uffici aprono più tardi per alleggerire il traffico, la polizia accompagna i ritardatari fino ai cancelli e, nel momento della prova di ascolto d'inglese, il cielo si svuota: i voli vengono sospesi per garantire il silenzio assoluto.
Immaginate la scena. Milioni di ragazzi concentrati sullo stesso test mentre sopra le loro teste non passa nemmeno un aereo.
Dove la fine degli esami assomiglia a un festival
Dall'altra parte del mondo il copione cambia completamente.
In Svezia la fine della scuola si celebra con lo Studenten, una festa collettiva che trasforma le città in enormi piste da ballo. I diplomati indossano il tradizionale cappello bianco e salgono su camion decorati che attraversano le strade tra musica, cori e bandiere.
In Germania gli studenti salutano la scuola con scherzi organizzati e invasioni simboliche degli istituti. Per un giorno, i professori diventano le vittime preferite di una goliardia che segna il passaggio dall'adolescenza all'età adulta.
In Spagna, invece, la tensione accumulata durante gli esami si scioglie spesso sulle spiagge. Dopo mesi di preparazione, la parola d'ordine è una sola: festeggiare, e farlo il più a lungo possibile.
Perfino in Francia, patria del celebre Baccalauréat, la maturità mantiene un fascino quasi rituale. Qui si inizia tradizionalmente con la filosofia, quasi a ricordare che diventare grandi significa anche imparare a interrogarsi sul mondo.
Dove la festa arriva prima della fine
E poi c'è l'Argentina, che ribalta completamente la logica.
Qui non esiste un esame conclusivo nazionale paragonabile alla nostra maturità. E allora gli studenti hanno inventato un altro rito di passaggio: l'Último Primer Día, "l'ultimo primo giorno".
La notte prima dell'inizio dell'ultimo anno di scuola si ritrovano per una festa che dura fino all'alba. Musica, cori, fumogeni colorati e pochissimo sonno. All'apertura dei cancelli si presentano ancora svegli, consapevoli che stanno vivendo l'ultimo capitolo della loro adolescenza.
In Brasile, invece, milioni di candidati affrontano l'ENEM, una gigantesca prova nazionale che coinvolge un numero impressionante di studenti e rappresenta una delle principali porte d'accesso all'università.
In fondo, siamo tutti sulla stessa barca
Droni che controllano le aule. Aerei costretti a restare a terra. Camion trasformati in discoteche. Feste che iniziano prima ancora che la scuola finisca.
Le tradizioni cambiano, le regole anche, ma sotto la superficie accade sempre la stessa cosa. Ovunque nel mondo, milioni di ragazzi condividono la stessa sensazione: quella strana miscela di paura, entusiasmo e nostalgia che arriva quando un pezzo della propria vita sta per finire.
Forse la maturità non è davvero un esame. È un confine. E che lo si attraversi in silenzio assoluto sotto l'occhio di un drone o ballando fino all'alba con gli amici, il significato resta identico: per la prima volta il futuro smette di essere un'idea lontana e diventa qualcosa di terribilmente reale.
E forse è proprio questo, più di qualsiasi prova scritta, a fare davvero paura.
di Giorgia Pellegrini
Foto e video liberi da copyright https://youtu.be/0V0h8Q1Axps?si=BX_qzMan9opz5haN
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