K-POP IS COMING, il regista Giuseppe Stancampiano

27 May 2026

C’è un momento, durante uno spettacolo, in cui capisci che il pubblico non sta più semplicemente guardando. Sta entrando dentro qualcosa. È lì che il teatro smette di essere un palco e diventa esperienza.
Ed è esattamente quello che succede con K-POP IS COMING, lo show diretto da Giuseppe Stancampiano che sta trasformando il fenomeno K-pop in un viaggio immersivo fatto di musica live, luci, coreografie e adrenalina pura.

Ma dietro quell’esplosione di colori e ritmo c’è molto di più di uno spettacolo: c’è un’idea precisa di intrattenimento, un modo nuovo di guardare il pubblico più giovane, una riflessione sul presente della musica e sul futuro dello spettacolo dal vivo.

E soprattutto c’è un’intuizione nata quasi per caso.

“Ero a una festa di compleanno con i miei figli e a un certo punto tutti i bambini hanno iniziato a cantare canzoni K-pop. Lì ho capito che c’era qualcosa che li univa davvero.”

Da quel momento, racconta Stancampiano, è nata la scintilla. Non solo creare uno show musicale, ma costruire il primo concerto per tantissimi bambini.

“È difficile trovare spettacoli per bambini che abbiano davvero la struttura di un concerto. Noi volevamo portarli in teatro e fargli vivere quella sensazione lì.”

Ed è proprio questo il cuore di K-POP IS COMING: non un semplice tributo musicale, ma una vera esperienza collettiva.
Sul palco si alternano cantanti live, un trio femminile, ballerini, visual immersivi, LED wall, laser, cambi scena velocissimi e una macchina organizzativa impressionante che lavora al millimetro dietro le quinte.

“Tra un brano e l’altro i ballerini si cambiano, i cantanti si cambiano, ci sono movimenti continui. Dietro c’è un coordinamento adrenalico fortissimo.”

Ma la vera forza dello spettacolo non sta solo nell’impatto visivo. Sta nella capacità di creare connessione.
Perché il K-pop oggi non è semplicemente un genere musicale: è un linguaggio globale.

Secondo Stancampiano, il motivo è chiaro:

“Il K-pop arriva subito. È colorato, veloce, libero. Le nuove generazioni sono cresciute con il web, con contenuti immediati, e questa cultura riesce a parlare perfettamente il loro linguaggio.”

Ed è impossibile non notare come questa contaminazione stia cambiando tutto: musica, serie TV, estetica, spettacolo.
Da Squid Game ai BTS, passando per il successo mondiale di Blackpink, la Corea è diventata uno dei centri culturali più influenti del presente.

“Oggi c’è voglia di contaminazione. Prima è successo col reggaeton, prima ancora con l’inglese. Adesso succede con il K-pop.”

Ed è interessante sentire Stancampiano parlare di questo fenomeno non solo da regista, ma quasi da osservatore culturale. Durante l’intervista riflette anche sull’evoluzione dell’intrattenimento moderno, sull’Eurovision, sulla necessità di creare spettacoli sempre più immersivi.

“Oggi non basta più solo cantare. Serve uno show completo. La gente è abituata alle piattaforme, a Netflix, a contenuti visivi continui. Devi creare esperienza.”

E infatti K-POP IS COMING lavora proprio su questo: mantenere viva l’attenzione emotiva dello spettatore dall’inizio alla fine.

“Uno spettacolo è fatto di momenti. Il momento in cui ascolti, quello in cui ti emozioni, quello in cui esplodi.”

Ed è bellissimo il modo in cui racconta certi dettagli apparentemente minuscoli ma fondamentali.

“A un certo punto faccio abbracciare due cantanti sul palco. Sembra una cosa semplice, ma lì parte l’applauso. Perché il pubblico sente quell’emozione.”

Forse è proprio questa la chiave del successo dello show: non limitarsi a ricreare il K-pop, ma restituirne il lato emotivo, identitario, umano.

Anche perché, come sottolinea lui stesso, il pubblico di oggi — persino quello più piccolo — non può più essere sottovalutato.

“I bambini oggi non sono più quelli di una volta. Hanno il web, hanno stimoli continui. Se li tratti come spettatori passivi, li perdi.”

Ed è qui che emerge tutta l’esperienza teatrale di Stancampiano, cresciuto artisticamente nel mondo del cabaret.

“Io sono abituato a pensare già alla reazione del pubblico mentre creo uno spettacolo.”

Una mentalità che si sente tutta dentro K-POP IS COMING, dove ogni canzone, ogni pausa, ogni momento di coinvolgimento è studiato per creare partecipazione reale.

E il risultato sembra funzionare ovunque.
Da Palermo a Firenze, da Napoli a Bassano del Grappa, lo show ha trovato un pubblico trasversale, fatto di bambini, adolescenti, famiglie intere.

“Quando abbiamo visto che città completamente diverse reagivano tutte allo stesso modo, lì abbiamo capito che il progetto aveva davvero un potenziale enorme.”

Ma forse la frase che racconta meglio tutto il senso di questa avventura arriva quasi alla fine della chiacchierata.

“La nostra vera pubblicità sono le persone che escono dal teatro felici.”

Ed è probabilmente questa la sensazione che K-POP IS COMING lascia addosso: quella di aver vissuto qualcosa di sincero, energico, collettivo.
Uno spettacolo che prende l’universo K-pop e lo trasforma in un ponte tra generazioni, tra musica e teatro, tra realtà e immaginazione.

Un’esplosione di luci, ritmo e identità che non vuole soltanto intrattenere.
Vuole far sentire il pubblico parte di qualcosa.

di Giorgia Pellegrini

Foto e video liberi da copyright https://youtu.be/rQiUXCtQsG8?si=V4XsYTSqgULSCJpV 

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